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	<title>suedive &#187; racconti di viaggio</title>
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  <title>suedive</title>
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		<title>di treni e labirinti</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 10:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
				<category><![CDATA[i testi dei grandi]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[La foto e&#8217; Landscape from train di Lieven SOETE. capita, a volte, che invece di un&#8217;automobile si scelga un treno. e capita che quella che si credeva una scelta infelice, si trasformi invece in un&#8217;occasione preziosa per riflettere sul paesaggio che scorre sempre nuovo e sempre diverso da come lo avevi visto quando eri piu&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><a href="http://www.flickr.com/photos/lievensoete/383497416/"><img src="http://farm1.static.flickr.com/183/383497416_66e296a99f_m.jpg" /></a><span style="font-size: 70%"><br />
La foto e&#8217; <a href="http://www.flickr.com/photos/lievensoete/383497416/">Landscape from train</a> di <a href="http://www.flickr.com/people/lievensoete/">Lieven SOETE</a>.</span></div>
<p>capita, a volte, che invece di un&#8217;automobile si scelga un treno.<br />
e capita che quella che si credeva una scelta infelice, si trasformi invece in un&#8217;occasione preziosa per riflettere sul paesaggio che scorre sempre nuovo e sempre diverso da come lo avevi visto quando eri piu&#8217; intento a guidare piuttosto che a lasciarti portare.<br />
e cosi capita che ti venga in mente che forse lo stesso vale anche per la tua vita, che ti affanni a guidare verso una qualche méta, quando invece, dovresti lasciarti trasportare godendoti quello che ti appare davanti, senza rattristarti troppo se viene portato via dalla luce in corsa, perche&#8217; dentro di te dimora la certezza di un&#8217;altra collina, di una casa diversa, di un nuovo campo di calcio pieno di bimbi vocianti che apparira&#8217; dietro la prossima curva.</p>
<p>capita poi che ti perda a leggere le parole di un cantante rock che racconta all&#8217;interno del suo ultimo, anomalo CD, di come quello che hai tra le mani, sia in realta&#8217; il frutto di una caccia iniziata 20 anni prima:</p>
<p align="center">&#8220;the songs of John Dowland have been gently hunting me for over 20 years&#8221;</p>
<p>e in quelle parole leggi del destino, di come sia un labirinto, della bellezza dei labirinti, di come il labirinto scolpito nella rosa di un liuto regalato da un amico possa diventarne uno vero in cui perdersi per ritrovar se stessi mentre si imparano le canzoni scritte secoli prima da un musicista che sapeva parlare di lacrime e che</p>
<p align="center">&#8220;&#8230;managed to weave the disppointment of his life together with the sensibilities of the period into exquisite and timeless songs&#8230;&#8221;</p>
<p>e allora capita che tutto all&#8217;improvviso e per poche ore diventi quasi chiaro mentre le parole che conoscevi gia&#8217; riprendono vita nella voce di un cantante rock che ancora una volta ha dimostrato che la bellezza esiste e spesso arriva all&#8217;improvviso.<br />
<br clear="all" /></p>
<div align="right">
<p style="font-size: 70%">il cantante di cui parlo e di cui cito le parole e&#8217; Sting; il disco, splendido, e&#8217; il suo ultimo &#8220;<a target="_blank" href="http://www.amazon.co.uk/Songs-Labyrinth-Sting/dp/B000G8OYZS/sr=8-1/qid=1171364730/ref=pd_ka_1/203-5639254-0801536?ie=UTF8&#038;s=music">Songs from the Labyrinth</a>&#8221; in cui canta le canzoni di <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dowland">John Dowland</a> (1563 &#8211; 1620)</p>
</div>
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		<title>gli occhi del marocco</title>
		<link>http://www.suedive.com/2006/08/14/gli-occhi-del-marocco/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Aug 2006 17:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[il treno che da marrakech mi portera&#39; a casablanca e da li, in volo verso l&#39;europa e&#39; appena partito. la luce accecante delle undici incendia di arancio le mura ocra della capitale del sud. non e&#39; ancora quel trionfo di rosso e carminio che caratterizza i tramonti; questa luce e&#39; piu&#39; violenta, meno calda e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/1600/Marocco2006%20205.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/320/Marocco2006%20205.jpg" border="0" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center" /></a> il treno che da marrakech mi portera&#39; a casablanca e da li, in volo verso l&#39;europa e&#39; appena partito. la luce accecante delle undici incendia di arancio le mura ocra della capitale del sud. non e&#39; ancora quel trionfo di rosso e carminio che caratterizza i tramonti; questa luce e&#39; piu&#39; violenta, meno calda e piacevole. seduto in prima classe, mentre lentamente la citta&#39; scivola via dal finestrino chiuso, scorro le foto fatte in queste ultime due settimane passate in viaggio tra larache e tangeri, fez e marrakech. lo sguardo si posa sulla foto di un vecchio venditore d&#39;acqua fresca e mi rendo conto che in quel viso, in quelle rughe, in quell&#39;occhio chiuso si nascondono le mie impressioni sul marocco. due settimane non sono sufficienti a capire un paese, nessun paese e forse meno che mai un paese come il marocco, cosi&#39; ricco di storia e di contraddizioni. e cio&#39; e&#39; sopratutto vero se colui che guarda ha gli occhi e il cuore ancora colmi delle emozioni, tutte europee, di una citta&#39; come lisbona.
<div align="left"> </div>
<p>la terra dei fenici, dei pastori berberi, delle memorie, ancora vive in alcuni luoghi, delle campagne romane, la terra degli arabi e dei dei suk, degli odori di menta e di harissa ha, del vecchio, le rughe profonde ed i colori sgargianti, la memoria ricchissima ed il presente povero ma mai disperato.
<div align="left"> </div>
<p>navigando nel mare di gente e mercanzie dei suk di fez e marrakech mi colpisce l&#39;accostamento tra le vestigia di un passato sontuoso, testimoniato dai particolari ancora visibili di palazzi un tempo ricchissimi, e un presente fatto di mercanzie tutte uguali: tappeti, vasellame, kaftani di ogni foggia e colore, che esperti venditori contrattano senza sosta in una danza rituale in cui chi compra non e&#39; mai disposto a pagare la cifra richiesta e chi vende parte con un prezzo che sa gia&#39; essere troppo elevato.
<div align="left"> </div>
<p>e&#39; in questo mare odoroso di caldo e di spezie, popolato da mercanti e da schiavi pronti a scambiarsi i ruoli, da ladri e da santoni, che rivedo gli occhi del vecchio. uno aperto e vigile su un futuro che si spera migliore, l&#39;altro chiuso, per finzione o accidente: gli occhi del marocco.</p>
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		<title>il viaggio</title>
		<link>http://www.suedive.com/2006/07/28/il-viaggio/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Jul 2006 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[il viaggio non finisce mai. solo i viaggiatori finiscono. e anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: &#8220;non c&#8217;è altro da vedere&#8221;, sapeva che non era vero. bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/1600/ilviaggio.jpg"><img border="0" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/320/ilviaggio.jpg" /></a>il viaggio non finisce mai.<br />
solo i viaggiatori finiscono. e anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: &#8220;non c&#8217;è altro da vedere&#8221;, sapeva che non era vero. bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è gia&#8217;  visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l&#8217;ombra che non c&#8217;era. bisogna ritornare sui passi gia&#8217; dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.<br />
bisogna ricominciare il viaggio. sempre.<br />
il viaggiatore ritorna subito.</p>
<div align="right"><span style="font-size: 78%">Viaggio in Portogallo &#8211; </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Saramago"><span style="font-size: 78%">J. Saramago</span></a></div>
<p><em><span style="font-size: 85%">e cosi&#8217;, appena tornato dal Portogallo di Pessoa e Saramago, parto di nuovo, stavolta per il Marocco. so che sentiro&#8217;, impellente, la voglia di scrivere, di tenere aggiornato questo spazio, di raccontare emozioni e colori. sulle effettive possibilita&#8217; di poterlo fare ho, pero&#8217;, qualche dubbio. portero&#8217; con me il moleskine e la macchina fotografica. </span></em> <em><span style="font-size: 85%">al ritorno ci saranno parole e immagini.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 85%">il viaggiatore ritornera&#8217; subito.</span></em></p>
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		<title>le risa dei gabbiani</title>
		<link>http://www.suedive.com/2006/07/17/le-risa-dei-gabbiani/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jul 2006 15:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[se il bianco e l&#8217;azzurro dominano lisbona, sono i grigi scuri dei graniti e dei travertini delle piazze barocche e neoclassiche, assieme ai marroni scuri dei legni delle barche e dei barili, a farla da padroni a porto. se non fosse per i ponti che con le loro gambe d&#8217;aracnide metallico uniscono le due rive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a rel="lightbox" href="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/1600/ribeira.0.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/320/ribeira.0.jpg" border="0" alt="" /></a></div>
<p>se il bianco e l&#8217;azzurro dominano lisbona, sono i grigi scuri dei graniti e dei travertini delle piazze barocche e neoclassiche, assieme ai marroni scuri dei legni delle barche e dei barili, a farla da padroni a porto.<br />
se non fosse per i ponti che con le loro gambe d&#8217;aracnide metallico uniscono le due rive del douro, ti sembrerebbe di essere in una citta&#8217; marinara del settecento, con le ampie piazze neoclassiche e le chiese barocche a dividersi lo spazio con le stamberghe dei pescatori a ridosso dell&#8217;acqua di ribeira, popolata, quest&#8217;ultima, dai pirati della ciurma di Jack Sparrow.<br />
anzi, complice un bicchierino di porto di troppo, i ponti di cui sopra si trasformano nei ponti della nave pirata, nell&#8217;arrembaggio intentato per salvare la bella Isabella dalle grinfie di Don Juan, signore del palazzo che domina la collina. e salvando lei ovviamente fare razzia di tutti i dubloni di cui i forzieri sono stracolmi.<br />
e&#8217; in questa immaginifica contrapposizione tra gli spazi ariosi delle piazze e i labirinti sporchi e maleodoranti di riberia che si gioca tutto il fascino della citta&#8217;.<br />
e quando a sera un velo di pallido rosa si posa sul fiume puoi goderti l&#8217;arrembaggio sorseggiando birra e sgranocchiando lupini o meglio ancora bevendo l&#8217;ennesimo bicchierino di porto, tanto oramai i gabbiani, col loro verso stridulo che ti accompagna ad ogni momento del giorno e della notte, stanno gia&#8217; ridendo delle tue fantasie e della tua scarsa capacita&#8217; di reggere il vino locale.</p>
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		<title>la luce dell&#8217;azzurro</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jul 2006 09:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[ho lasciato passare alcuni giorni prima di scrivere qualcosa su Lisbona. ho aspettato che il vento fresco che dall&#8217;oceano risale la sera verso il Tago liberasse la mente da tutti quei bianchi e quegli azzurri che ti prendono e non ti danno scampo. solo la sera appunto, il vento fresco misto agli odori delle grigliate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/1600/nuvole-e-strade.jpg"><img border="0" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2899/447/320/nuvole-e-strade.jpg" /></a></p>
<p>ho lasciato passare alcuni giorni prima di scrivere qualcosa su Lisbona. ho aspettato che il vento fresco che dall&#8217;oceano risale la sera verso il Tago liberasse la mente da tutti quei bianchi e quegli azzurri che ti prendono e non ti danno scampo.<br />
solo la sera appunto, il vento fresco misto agli odori delle grigliate che spuntano ad ogni angolo del Bairro Alto, riesce a calmare lo spirito accarezzando i sensi e allora capisci che tutta quella luce, tutti quei bianchi e quegli azzurri servono a prepararti, ad accogliere meglio l&#8217;arrivo del vento, di quel grande seduttore, di cui riuscirai ad apprezzare meglio le carezze. Lisbona e&#8217; la citta della lentezza. il tempo li&#8217;, sembra essersi fermato anzi no, dilatato, tanto che i minuti sono giorni, i giorni secoli, i secoli un battito di ciglia.<br />
le strade irte e in salita costringono a passi brevi e misurati, a respiri lunghi, e allora alzi gli occhi e scorgi un balcone con i panni stesi, una parete di maioliche bianche e azzurre (ancora), una torre merlata che osserva, vigile, tutta la piana.<br />
e poi i caffe&#8217;, le poesie di pessoa, il vino verde. gli sguardi di questa gente di mare che e&#8217; pronta ad abbracciarti come un amico venuto da lontano. e la notte in cui le note lontane di una cantante di fado ti riempiono di quella malinconia che tanto vorresti allontanare ma che in fondo al cuore sai che e&#8217; la parte piu&#8217; vera di te.</p>
<img src="http://www.suedive.com/?ak_action=api_record_view&id=154&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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