litania

il tuo viso inclinato dal vento;
la bianchezza feroce dei tuoi denti;
le mani, in un certo modo, irresponsabili
e tuttavia scure, e tuttavia trasparenti;

il trionfo crudele delle tue gambe,
colonne in riposo se fa notte;
il petto raso, chiaro, fatto d’acqua;
la bocca quieta dove fa piacere

navigare o cantare, o essere semplicemente
il colore d’un frutto, il peso d’un fiore;
le parole che mordono la solitudine,
trapassate da allegria e da terrore;

sono la grande ragione, l’unica ragione.

Eugenio De Andrade (1923 – 2005) 

[queste parole sono piú di un regalo, sono una promessa. e mi sono immediatamente diventate care, come una parte di me, come un sorriso. le regalo a voi, come ho fatto in passato con altre, nella certezza che quando si da tanto, tanto si riceve.]


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