compagni di scuola


la foto amici e’ mia

é stato bello rivedervi tutti.
malinconicamente, quasi dolorosamente, bello.
incontrarvi per caso da feltrinelli, vedervi arrivare alla spicciolata ad uno dei nostri “soliti posti”, qualcuno con qualche capello bianco in piú, qualcuno un pó appeasantito, qualcuno spingendo un passeggino, qualcuno con un piccolo per mano.
quanti anni son passati? quante esperienze abbiamo avuto nel frattempo? se penso a me stesso, quanto di piú diverso dal diciottenne allampanato di allora é l’uomo di oggi?

eppure bastano pochi minuti, il ripetersi di una delle battute che eravamo soliti fare, la citazione di quel film che abbiamo visto cosí tante volte tra un’esercizio di analisi due e un panino “livorno”, l’imitazione di questo o quel professore, ed ecco che veniamo tutti risucchiati oltre lo schermo del tempo, come se ci fossimo salutati solo ieri, come se solo due giorni fa fossimo tutti in via di pratale a studiare per l’esame di teoria dei sistemi.

in fondo é proprio questa l’essenza dell’amicizia no? sapere che si é parte di qualcosa che va al di la del tempo, esserci indipendentemente dal tempo che passa, dalle esperienze vissute che, a ben guardare, non ci hanno poi cambiato cosí tanto.

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