i fuochi


la foto moonlight serenade e’ mia

le mani del vecchio sono grandi e odorano di fumo. sembrano accartocciarsi sulle orecchie del bambino che, con gli occhi di cervo, cerca la sicurezza dello sguardo di sua madre.
lei sorride e lui si tranquillizza, abbandonandosi a quelle mani che un po’ lo spaventano ma che promettono miracoli.
seduto sulla sedia del bar, il bimbo si abbandona, le mani salde ai bordi di legno liscio, le nocche bianche per lo sforzo e la paura.
il cielo nero e senza stelle non sembra piu’ cosi’ minaccioso nel silenzio ovattato di quella presa salda.
all’improvviso un colpo sordo fa sobbalzare il cuore del bimbo che chiude gli occhi, mentre la vibrazione si trasmette allo stomaco e quindi alle mani.
- apri gli occhi senno’ non vedi nulla - la voce del nonno e’ calma e rassicurante.
il piccolo apre gli occhi e allora ecco la magia.
il cielo si e’ riempito di stelle rosse che scendono lente cambiando colore. dura un attimo e poi di nuovo un colpo, piu’ forte del primo, seguito immediatamente da un secondo e poi da un terzo ravvicinato.
gli occhi si chiudono ancora e lo stomaco sobbalza mentre le mani si stringono fino allo spasimo.
- guarda, questo e’ blu e arancione! -
gli occhi si aprono sicuri, in tempo per vedere tre gruppi di stelle, due blu, uno arancione, richiarare il cielo che, ora, ha lo stesso odore delle mani del nonno.
poi arrivano il giallo, il verde, il viola acceso.
ogni volta un sobbalzo, ogni volta gli occhi chiusi.
quando infine l’argento sfuma nel nero del cielo, il bimbo, a bocca aperta, batte le mani felice.
anche il nonno sorride, di un sorriso che il bimbo non dimentichera’ piu’.


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