callas immortale


la foto e' Callas #3 di avantiurania.

immaginate un bimbetto di appena tre anni.

immaginate che abbia avuto da poco un fratellino che ha fagocitato tutto il tempo che sua mamma gli dedicava prima. immaginate poi che, grazie alla provvidenziale presenza di una "tata", ci siano dei pomeriggi in cui il fratellino magicamente scompare e la mamma torna ad essere quella di un tempo. immaginate allora che la mamma e il bimbetto facciano questo gioco: seduti sul tappeto davanti al divano la mamma prende una strana scatola di legno, ci posa sopra un oggetto nero e lucido, che inizia a girare velocemente mentre lei si mette davanti alla scatola nascondendola cosi' alla vista del bimbetto.

e' allora che succede la vera magia.

 

il bimbetto sente una musica di violini e all'improvviso la mamma inizia a cantare o meglio a muovere le labbra perche' il bimbetto lo sa che la voce che sente non e' quella della mamma ma proviene invece dalla scatola di legno che lei tiene nascosta. lui sta al gioco e finge di crederci anche perche' la mamma e' cosi' buffa mentre muove la bocca in modo strano facendo finta di cantare e lui ride e batte le mani fino a quando anche lei inizia a ridere.

che felicita'!

ecco, quel bimbetto ero io e la voce che sentivo e' una delle voci che mi ricordano la mia infanzia: la voce di Maria Callas. per me, la Callas e' il ricordo dei momenti di gioco con mia mamma, sopratutto il brano che ho postato, l'aria di Rosina dal Barbiere di Siviglia di Rossini. guardando queste immagini in bianco e nero, rivedo, nell'incredibile espressivita' della divina, il volto di mia mamma (che un poco da giovane le somigliava), e ritrovo una parte di me che mi e' molto cara.

trenta anni fa, il 16 Settembre del 1977, la Callas se ne andava ma la sua voce e' sempre qui. per me e per tutti.

credo che sia questa in fondo l'immortalita'.


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