summer festival
penso a sabato.
all’inizio c’erano le parole: emozioni di vite altrui, sogni, racconti, poesie. le leggevi, le masticavi, ti riconoscevi in loro e nei frammenti di vita che descrivevano.
ma non bastava, intuivi infatti che dietro quelle parole avresti trovato di piu’.
e allora succede che un sabato mattina ti metti in marcia per andare a vedere gli occhi che ci son dietro a quelle parole. succede che abbracci persone che non hai mai visto prima e che invece hanno gia’ un posto dentro di te e ti rendi conto che quando sei con loro, seduto a tavola, non e’ come stare a tavola con sconosciuti anzi, sembra quasi uno dei natali di quando eri bambino, la tavolata dei cugini. c’e’ quello che prova la macchina fotografica nuova, la cuginetta ultima arrivata che strilla che ha fame, la cugina che viene da lontano che con gli occhi lucidi fa il primo brindisi, e tutti gli altri che ridono, scherzano, si prendono in giro, si conoscono e ri-conoscono.
ecco, e’ successo questo. mi son sentito a casa, ed e’ stato bello scherzare con voi, bello conoscere quello che le parole lasciavano intuire soltanto.
e sara’ bello aspettare la prossima volta.
grazie.

















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