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	<title>Comments on: orgoglio</title>
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	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 13:54:30 +0000</pubDate>
	
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		<title>By: Henry</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-2001</link>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 18:50:16 +0000</pubDate>
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		<description>angela: hai proprio ragione; voglia di lasciarmi insegnare. suedive nasce anche per questo. cio' che scrivo mi "serve" per insegnare a me stesso e quando poi viene commentato e sviscerato come in questo caso, gli spunti di riflessione aumentano a dismisura e cosi' la possibilita' di farsi insegnare da chi legge commenta.
ognuno ha la sua concezione di poesia, ne abbiamo parlato spesso in queste pagine. ed e' forse questo il bello. che nella diversita' ci si ritrova a parlare, ad esempio, di agostino.
grazie per i tuoi contributi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>angela: hai proprio ragione; voglia di lasciarmi insegnare. suedive nasce anche per questo. cio&#8217; che scrivo mi &#8220;serve&#8221; per insegnare a me stesso e quando poi viene commentato e sviscerato come in questo caso, gli spunti di riflessione aumentano a dismisura e cosi&#8217; la possibilita&#8217; di farsi insegnare da chi legge commenta.<br />
ognuno ha la sua concezione di poesia, ne abbiamo parlato spesso in queste pagine. ed e&#8217; forse questo il bello. che nella diversita&#8217; ci si ritrova a parlare, ad esempio, di agostino.<br />
grazie per i tuoi contributi.</p>
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		<title>By: angela</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1996</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 12:08:01 +0000</pubDate>
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		<description>oddio arte, quante domande. ma adoro le domande e mi sono innamorata di un ragazzo che me ne fa sempre tante anche se sa ridere delle mie complicazioni. 
più che della poesia intesa come creazione, parlavo della poesia che ritroviamo nel quotidiano. sapete, anch' io ho bussato un bel pò alla stessa porta, sapendo che non avrei mai vinto-intuito femminile e un pò di fatalismo- imparando da quella sconfitta e morendo dalla voglia di sentirlo ridere.
e poi è capitato anche a me di decidere. di trovare una persona che non ha avuto paura della mia porta chiusa, come se fosse la cosa più tranquilla del mondo. la sua sana pacatezza mi ha conquistata, il suo spirito pratico.
 ha sconfitto con pazienza la mie domande e le mie tante paure. e se ancora ogni tanto provo a chiudere la porta, sa farmi ridere e mi induce a pensare che tutti i libri  e la filosofia del mondo  non serviranno a niente se insisto a fare troppo la scema. 
intendevo questo per poesia. cose e parole che non possono che essere in un modo solo. e in quel modo, e in quel momento.
la definizione di cui dicevo è tipicamente romantica ed opinabile, come tutte. ha sullo sfondo l' idea che il poeta sia un vate un pò divino . la poesia sarebbe quindi creazione, più che costruzione. altrove, ed in altre epoche, è stato l' esatto opposto.
in ultimo, enrico, non intendevo affatto giudicare nulla. sono la persona meno indicata, ho fatto tanti di quei casini io.
l' ultima, ricercare uno dei tanti confini di cui parlavo. sono una specie di fissazione per me. ma credo che tu stesso abbia una gran voglia di imparare e di lasciarti insegnare ancora. non staresti a leggere una sconosciuta altrimenti. forse, la nostra vera risorsa è la vitalit? , l' ansia di felicit? . 
arte,non saprei rispondere a tutte le tue domande. ho gi?  dovuto chiedere aiuto per trovare il blog. non saprei neanche scrivere una poesia, so soltanto leggerla. però ho imparato ad ascoltare molto bene e ad essere il più semplice possibile.
anche agostino, prima di fare il padre della chiesa, aveva un passato un pò turbolento e miscredente, giusto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oddio arte, quante domande. ma adoro le domande e mi sono innamorata di un ragazzo che me ne fa sempre tante anche se sa ridere delle mie complicazioni.<br />
più che della poesia intesa come creazione, parlavo della poesia che ritroviamo nel quotidiano. sapete, anch&#8217; io ho bussato un bel pò alla stessa porta, sapendo che non avrei mai vinto-intuito femminile e un pò di fatalismo- imparando da quella sconfitta e morendo dalla voglia di sentirlo ridere.<br />
e poi è capitato anche a me di decidere. di trovare una persona che non ha avuto paura della mia porta chiusa, come se fosse la cosa più tranquilla del mondo. la sua sana pacatezza mi ha conquistata, il suo spirito pratico.<br />
 ha sconfitto con pazienza la mie domande e le mie tante paure. e se ancora ogni tanto provo a chiudere la porta, sa farmi ridere e mi induce a pensare che tutti i libri  e la filosofia del mondo  non serviranno a niente se insisto a fare troppo la scema.<br />
intendevo questo per poesia. cose e parole che non possono che essere in un modo solo. e in quel modo, e in quel momento.<br />
la definizione di cui dicevo è tipicamente romantica ed opinabile, come tutte. ha sullo sfondo l&#8217; idea che il poeta sia un vate un pò divino . la poesia sarebbe quindi creazione, più che costruzione. altrove, ed in altre epoche, è stato l&#8217; esatto opposto.<br />
in ultimo, enrico, non intendevo affatto giudicare nulla. sono la persona meno indicata, ho fatto tanti di quei casini io.<br />
l&#8217; ultima, ricercare uno dei tanti confini di cui parlavo. sono una specie di fissazione per me. ma credo che tu stesso abbia una gran voglia di imparare e di lasciarti insegnare ancora. non staresti a leggere una sconosciuta altrimenti. forse, la nostra vera risorsa è la vitalit? , l&#8217; ansia di felicit? .<br />
arte,non saprei rispondere a tutte le tue domande. ho gi?  dovuto chiedere aiuto per trovare il blog. non saprei neanche scrivere una poesia, so soltanto leggerla. però ho imparato ad ascoltare molto bene e ad essere il più semplice possibile.<br />
anche agostino, prima di fare il padre della chiesa, aveva un passato un pò turbolento e miscredente, giusto?</p>
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		<title>By: artemisia</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1995</link>
		<dc:creator>artemisia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 09:55:09 +0000</pubDate>
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		<description>Agostino, certo. "Noli  foras ire, in interiore homini habitat veritas" (vedi  mio profilo). 

Riguardo allo "scontro" di percezioni, io direi piuttosto un neseccario differire, divergere di percezioni. Che possono, forse devono, essere parzialmente modificate per giungere a una convergenza di orizzonti. Questo si può ottenere dialogando con l'altro. Sempre che l'altro sia disposto ad ascoltarci. Ascoltare veramente significa mettersi in gioco.

Neanch'io concordo su quella definizione di poesia. La prima domanda che avrei sarebbe: quale significato? Esiste UN significato? e per chi? (e gi?  siamo a tre domande)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Agostino, certo. &#8220;Noli  foras ire, in interiore homini habitat veritas&#8221; (vedi  mio profilo). </p>
<p>Riguardo allo &#8220;scontro&#8221; di percezioni, io direi piuttosto un neseccario differire, divergere di percezioni. Che possono, forse devono, essere parzialmente modificate per giungere a una convergenza di orizzonti. Questo si può ottenere dialogando con l&#8217;altro. Sempre che l&#8217;altro sia disposto ad ascoltarci. Ascoltare veramente significa mettersi in gioco.</p>
<p>Neanch&#8217;io concordo su quella definizione di poesia. La prima domanda che avrei sarebbe: quale significato? Esiste UN significato? e per chi? (e gi?  siamo a tre domande)</p>
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		<title>By: Henry</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1994</link>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 08:56:40 +0000</pubDate>
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		<description>angela: come sempre i tuoi interventi sono estremamente interessanti e ricchi di spunti. grazie.

hai ragione quando dici che due persone possono partire da posizioni diverse e poi ritrovarsi "lasciandosi insegnare, imparando a disimparare". il problema e' proprio questo pero'...bisogna fare lo sforzo di disimparare per capire l'altro. e non tutti hanno voglia di farlo. io le speranze non le perdo mai. ho bussato piu' volte alla stessa porta, per anni (e non sto usando un'iperbole) e la voglia di iniziare dalle cose minime e' sempre stato il mio motore. ma credimi, anche l'ottimismo piu' sfrenato (come il mio) arriva ad un punto in cui non riesce ad andare oltre. e allora si chiude in un silenzio orgoglioso perche' cosciente di tutti i suoi tentativi e, sopratutto, dei suoi sentimenti.

non so se sono d'accordo con la definizione romantica della poesia che hai riportato. per me la poesia e' terapia, un modo per vedermi dentro, capire, mettere ordine, sottolineare cio' che si m uove dentro di me. e non parlo solo delle mie cose, ma anche, e sopratutto, della poesia degli altri. e' vero, certe cose possono essere dette in modi diversi, ma la poesia e' il tentativo di ricercare l'ordine e la bellezza in cio' che ti vive nell'anima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>angela: come sempre i tuoi interventi sono estremamente interessanti e ricchi di spunti. grazie.</p>
<p>hai ragione quando dici che due persone possono partire da posizioni diverse e poi ritrovarsi &#8220;lasciandosi insegnare, imparando a disimparare&#8221;. il problema e&#8217; proprio questo pero&#8217;&#8230;bisogna fare lo sforzo di disimparare per capire l&#8217;altro. e non tutti hanno voglia di farlo. io le speranze non le perdo mai. ho bussato piu&#8217; volte alla stessa porta, per anni (e non sto usando un&#8217;iperbole) e la voglia di iniziare dalle cose minime e&#8217; sempre stato il mio motore. ma credimi, anche l&#8217;ottimismo piu&#8217; sfrenato (come il mio) arriva ad un punto in cui non riesce ad andare oltre. e allora si chiude in un silenzio orgoglioso perche&#8217; cosciente di tutti i suoi tentativi e, sopratutto, dei suoi sentimenti.</p>
<p>non so se sono d&#8217;accordo con la definizione romantica della poesia che hai riportato. per me la poesia e&#8217; terapia, un modo per vedermi dentro, capire, mettere ordine, sottolineare cio&#8217; che si m uove dentro di me. e non parlo solo delle mie cose, ma anche, e sopratutto, della poesia degli altri. e&#8217; vero, certe cose possono essere dette in modi diversi, ma la poesia e&#8217; il tentativo di ricercare l&#8217;ordine e la bellezza in cio&#8217; che ti vive nell&#8217;anima.</p>
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		<title>By: angela</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1993</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 08:40:00 +0000</pubDate>
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		<description>e poi, enrico, pensavo alla definizione di poesia data da un  inglese del romanticismo: "qualunque riga  possa essere scritta con altre parole senza perdere di significato, non può chiamarsi poesia". 
tu l' hai gi?  trovata qlc che non possa dirsi che in un modo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e poi, enrico, pensavo alla definizione di poesia data da un  inglese del romanticismo: &#8220;qualunque riga  possa essere scritta con altre parole senza perdere di significato, non può chiamarsi poesia&#8221;.<br />
tu l&#8217; hai gi?  trovata qlc che non possa dirsi che in un modo?</p>
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		<title>By: angela</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1992</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 08:07:22 +0000</pubDate>
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		<description>perdonate la mia ignoranza. sono una delle persone meno tecnologiche che vadano ancora in giro a piede libero. 
non lo so quanto sia vero che le nostre percezioni siano sempre destinate a scontrarsi con coloro cui le rappresentiamo. io stessa, con la mia poca esperienza, sono testimone del fatto che due persone possono partire da posizioni assai difformi e impararla reciprocamente. lasciandosi insegnare, imparando a disimparare.
ma se permaniamo sempre così fermi nella certezza che abbandonare qlc posizione sia così rischioso, non abbiamo nemmeno la possibilit?   di averne l' animo adatto.
così come non bisogna mai perdere la speranza di poter insegnare, e la voglia di iniziare dalle cose minime.
 forse ho solo l' ottimismo poco sensato degli innamorati. ma senza la coscienza di dover ancora imparare lo spazio e il tempo galileo non avrebbe puntato il suo canocchiale, i romani non sarebbero arrivati ai confini del mondo. ci pensavo spesso quando camminavo sulla riva del reno, e pensavo che dall' altra parte c' erano i temuti germani.  e al di qua, la fortificazioni che avrebbero tenuto le posizioni e permesso di avanzare. cavolo, varr?  pure la pena di beccarsi qlc porta in faccia per provare a spiegarsi. specialmente se dall' altra parte c'è qlc cui teniamo tanto.
altro è preferire di far poesia piuttosto che provare ad aprire una porta chiusa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perdonate la mia ignoranza. sono una delle persone meno tecnologiche che vadano ancora in giro a piede libero.<br />
non lo so quanto sia vero che le nostre percezioni siano sempre destinate a scontrarsi con coloro cui le rappresentiamo. io stessa, con la mia poca esperienza, sono testimone del fatto che due persone possono partire da posizioni assai difformi e impararla reciprocamente. lasciandosi insegnare, imparando a disimparare.<br />
ma se permaniamo sempre così fermi nella certezza che abbandonare qlc posizione sia così rischioso, non abbiamo nemmeno la possibilit?   di averne l&#8217; animo adatto.<br />
così come non bisogna mai perdere la speranza di poter insegnare, e la voglia di iniziare dalle cose minime.<br />
 forse ho solo l&#8217; ottimismo poco sensato degli innamorati. ma senza la coscienza di dover ancora imparare lo spazio e il tempo galileo non avrebbe puntato il suo canocchiale, i romani non sarebbero arrivati ai confini del mondo. ci pensavo spesso quando camminavo sulla riva del reno, e pensavo che dall&#8217; altra parte c&#8217; erano i temuti germani.  e al di qua, la fortificazioni che avrebbero tenuto le posizioni e permesso di avanzare. cavolo, varr?  pure la pena di beccarsi qlc porta in faccia per provare a spiegarsi. specialmente se dall&#8217; altra parte c&#8217;è qlc cui teniamo tanto.<br />
altro è preferire di far poesia piuttosto che provare ad aprire una porta chiusa.</p>
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		<title>By: Henry</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1991</link>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 06:51:50 +0000</pubDate>
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		<description>spazio e tempo sono necessariamente dimensioni interiori, in fondo il mondo intero e' nostra rappresentazione.
il problema sorge nel momento in cui le nostre concezioni interiori si scontrano con quelle degli altri.
allora o si muore o si fa poesia.

angela: per andare su "pioggia blu", il blog di artemisia, basta cliccare sul suo nome in rosso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spazio e tempo sono necessariamente dimensioni interiori, in fondo il mondo intero e&#8217; nostra rappresentazione.<br />
il problema sorge nel momento in cui le nostre concezioni interiori si scontrano con quelle degli altri.<br />
allora o si muore o si fa poesia.</p>
<p>angela: per andare su &#8220;pioggia blu&#8221;, il blog di artemisia, basta cliccare sul suo nome in rosso.</p>
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		<title>By: angela</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1990</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 19:07:44 +0000</pubDate>
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		<description>io parlavo di agostino.credo venga prima lui ..qual è il tuo blog?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io parlavo di agostino.credo venga prima lui ..qual è il tuo blog?</p>
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		<title>By: artemisia</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1989</link>
		<dc:creator>artemisia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 18:32:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.suedive.com/?p=186#comment-1989</guid>
		<description>Angela: sì, anche da lei, ma non solo. Se ci riuscissi ti farei il link ad un'intervista che spiega la storia del mio nick (se ti interessa).

Magari passa dal mio blog.

Proprio oggi leggevo del tempo come dimensione interiore. Però non era un filosofo antico, era Merleau Ponty.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Angela: sì, anche da lei, ma non solo. Se ci riuscissi ti farei il link ad un&#8217;intervista che spiega la storia del mio nick (se ti interessa).</p>
<p>Magari passa dal mio blog.</p>
<p>Proprio oggi leggevo del tempo come dimensione interiore. Però non era un filosofo antico, era Merleau Ponty.</p>
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		<title>By: angela</title>
		<link>http://www.suedive.com/2007/02/07/186/comment-page-1/#comment-1988</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 12:42:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.suedive.com/?p=186#comment-1988</guid>
		<description>hai ragione artemisia. mi chiedo se lo spazio, allora, sia più fatto della sua estensione, o se della sua misurazione. del resto, le battaglie campali richiedono spazio. 
 come dicevo altrove e prima, il tempo non è che dimensione interiore. ricordo ed attesa. presente. questo l' ho imparato leggendo un filosofo antico e cercando di colmare lo spazio con il tempo.
ma posso chiederti se il tuo nome è ispirato alla pittrice artemisia gentileschi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hai ragione artemisia. mi chiedo se lo spazio, allora, sia più fatto della sua estensione, o se della sua misurazione. del resto, le battaglie campali richiedono spazio.<br />
 come dicevo altrove e prima, il tempo non è che dimensione interiore. ricordo ed attesa. presente. questo l&#8217; ho imparato leggendo un filosofo antico e cercando di colmare lo spazio con il tempo.<br />
ma posso chiederti se il tuo nome è ispirato alla pittrice artemisia gentileschi?</p>
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