gli occhi del marocco
il treno che da marrakech mi portera' a casablanca e da li, in volo verso l'europa e' appena partito. la luce accecante delle undici incendia di arancio le mura ocra della capitale del sud. non e' ancora quel trionfo di rosso e carminio che caratterizza i tramonti; questa luce e' piu' violenta, meno calda e piacevole. seduto in prima classe, mentre lentamente la citta' scivola via dal finestrino chiuso, scorro le foto fatte in queste ultime due settimane passate in viaggio tra larache e tangeri, fez e marrakech. lo sguardo si posa sulla foto di un vecchio venditore d'acqua fresca e mi rendo conto che in quel viso, in quelle rughe, in quell'occhio chiuso si nascondono le mie impressioni sul marocco. due settimane non sono sufficienti a capire un paese, nessun paese e forse meno che mai un paese come il marocco, cosi' ricco di storia e di contraddizioni. e cio' e' sopratutto vero se colui che guarda ha gli occhi e il cuore ancora colmi delle emozioni, tutte europee, di una citta' come lisbona.
la terra dei fenici, dei pastori berberi, delle memorie, ancora vive in alcuni luoghi, delle campagne romane, la terra degli arabi e dei dei suk, degli odori di menta e di harissa ha, del vecchio, le rughe profonde ed i colori sgargianti, la memoria ricchissima ed il presente povero ma mai disperato.
navigando nel mare di gente e mercanzie dei suk di fez e marrakech mi colpisce l'accostamento tra le vestigia di un passato sontuoso, testimoniato dai particolari ancora visibili di palazzi un tempo ricchissimi, e un presente fatto di mercanzie tutte uguali: tappeti, vasellame, kaftani di ogni foggia e colore, che esperti venditori contrattano senza sosta in una danza rituale in cui chi compra non e' mai disposto a pagare la cifra richiesta e chi vende parte con un prezzo che sa gia' essere troppo elevato.
e' in questo mare odoroso di caldo e di spezie, popolato da mercanti e da schiavi pronti a scambiarsi i ruoli, da ladri e da santoni, che rivedo gli occhi del vecchio. uno aperto e vigile su un futuro che si spera migliore, l'altro chiuso, per finzione o accidente: gli occhi del marocco.
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- 14.08.06 / 7pm
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- racconti di viaggio
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