il viaggio
il viaggio non finisce mai.
solo i viaggiatori finiscono. e anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è gia’ visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. bisogna ritornare sui passi gia’ dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
bisogna ricominciare il viaggio. sempre.
il viaggiatore ritorna subito.
e cosi’, appena tornato dal Portogallo di Pessoa e Saramago, parto di nuovo, stavolta per il Marocco. so che sentiro’, impellente, la voglia di scrivere, di tenere aggiornato questo spazio, di raccontare emozioni e colori. sulle effettive possibilita’ di poterlo fare ho, pero’, qualche dubbio. portero’ con me il moleskine e la macchina fotografica. al ritorno ci saranno parole e immagini.
il viaggiatore ritornera’ subito.
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- 28.07.06 / 5pm
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- racconti di viaggio
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