le risa dei gabbiani
se il bianco e l’azzurro dominano lisbona, sono i grigi scuri dei graniti e dei travertini delle piazze barocche e neoclassiche, assieme ai marroni scuri dei legni delle barche e dei barili, a farla da padroni a porto.
se non fosse per i ponti che con le loro gambe d’aracnide metallico uniscono le due rive del douro, ti sembrerebbe di essere in una citta’ marinara del settecento, con le ampie piazze neoclassiche e le chiese barocche a dividersi lo spazio con le stamberghe dei pescatori a ridosso dell’acqua di ribeira, popolata, quest’ultima, dai pirati della ciurma di Jack Sparrow.
anzi, complice un bicchierino di porto di troppo, i ponti di cui sopra si trasformano nei ponti della nave pirata, nell’arrembaggio intentato per salvare la bella Isabella dalle grinfie di Don Juan, signore del palazzo che domina la collina. e salvando lei ovviamente fare razzia di tutti i dubloni di cui i forzieri sono stracolmi.
e’ in questa immaginifica contrapposizione tra gli spazi ariosi delle piazze e i labirinti sporchi e maleodoranti di riberia che si gioca tutto il fascino della citta’.
e quando a sera un velo di pallido rosa si posa sul fiume puoi goderti l’arrembaggio sorseggiando birra e sgranocchiando lupini o meglio ancora bevendo l’ennesimo bicchierino di porto, tanto oramai i gabbiani, col loro verso stridulo che ti accompagna ad ogni momento del giorno e della notte, stanno gia’ ridendo delle tue fantasie e della tua scarsa capacita’ di reggere il vino locale.
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- 17.07.06 / 5pm
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- racconti di viaggio
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