solitudine

ti ho inteso raccontar flagellazioni:
labbra voraci
spiriti maligni
giocarsi a dadi il fragile sorriso
di cui il mio cuore
aveva fatto teca.
ti ho visto naufragare nel tuo pianto:
sale disciolto
liquido dolore
lavarti via dal petto le ferite
per cui il mio bacio
avevo fatto unguento.

perch’e’ nella miopia di sentimento
che l’anima ghiacciata vuol conforto
ma in quell’oscurita’, cieca e’ essa stessa
e invano cerca nell’oltraggiato corpo
colui che da lontan solo la canta

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