uno

Percepisce la sua presenza prima ancora di vederlo, come una vibrazione dell’aria provocata da uno strumento sconosciuto; come il chiarore di una candela in una stanza buia.
Il breve tratto che porta alla sala dove sono i tavoli e’ stretto e angusto. Scuro e carico di fumo. Procede lentamente, schiacciato dagli studenti che aspettano. Rumorosi.

All’improvviso il bagliore.

Ancora oggi non ricorda cosa ha attratto la sua attenzione. Il biancore dei denti forse, oppure la pelle, sottile e tesa sullo sterno magro che intravede attraverso l’apertura sbottonata della camicia a quadri. La mano destra che regge una pinta, le dita magre della sinistra su cui una sigaretta sembra appena appoggiata.
Il movimento lento e misurato della testa, come al rallentatore, leggermente rovesciata all’indietro nell’atto del ridere.
Ecco, forse e’ quel movimento che lo cattura, come il movimento della lenza del pescatore cattura il pesce d’acqua dolce.
Leggermente rovesciata all’indietro, nell’atto di muoversi in avanti.
Sorriso, movimento, sguardo.
Incontra i suoi occhi.
Da dietro lentamente in avanti.

LUCE.

Ecco quello e’ il momento.

Da ora in poi niente sara’ più come prima.


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